Cos'è
La risonanza magnetica della colonna è un esame che consente di studiare in dettaglio vertebre, dischi intervertebrali, midollo spinale e radici nervose. Non utilizza radiazioni ionizzanti e fornisce immagini ad alta definizione, mostrando sia l'anatomia ossea sia i tessuti molli circostanti.
Rispetto a radiografie e TAC, la RM è molto più precisa nel rilevare ernie, compressioni nervose, alterazioni della cartilagine e lesioni dei legamenti, spesso invisibili con altre metodiche.
Quando viene prescritta
- Dolore cervicale, dorsale o lombare persistente che non risponde alle terapie conservative.
- Formicolii, debolezza o dolore che si irradiano lungo il braccio o la gamba, causati da compressione nervosa.
- Sospetta ernia del disco o protrusioni che comprimono midollo o nervi.
- Traumi vertebrali: fratture, contusioni o edema osseo.
- Patologie degenerative come artrosi o discopatie.
- Sospetto di tumori, metastasi, infezioni o malattie infiammatorie della colonna.
- Controllo dopo interventi chirurgici o applicazione di protesi.
Come si svolge
Il paziente si sdraia sul lettino della risonanza con il tratto della colonna da esaminare posizionato all'interno della bobina dedicata. È fondamentale restare immobili per tutta la durata dell'esame.
In alcuni casi viene somministrato un mezzo di contrasto a base di gadolinio per aiutare a distinguere lesioni infiammatorie, tumorali o post-traumatiche dal tessuto sano.
Durata: 15–20 minuti, variabile in base al numero di tratti esaminati.
Cosa aspettarsi al termine
Non è necessario alcun periodo di riposo dopo l'esame. La RM della colonna non solo mostra la struttura delle vertebre e dei dischi, ma fornisce anche informazioni sullo stato dei legamenti e del midollo spinale, essenziali per impostare una terapia mirata: fisioterapica, farmacologica o chirurgica.
Le sequenze utilizzate sulla RM Signa™ Voyager — per i più curiosi
Lo studio RM della colonna vertebrale sulla Signa™ Voyager viene eseguito con bobina spine integrata nel lettino ad alta densità di canali, che garantisce un’elevata risoluzione spaziale su tutto il rachide.
- T1 TSE sagittale/assiale: sequenza fondamentale per la valutazione dell'anatomia vertebrale, del tessuto osseo e del contenuto del canale midollare; ottimale per la caratterizzazione delle strutture grasse.
- T2 TSE sagittale/assiale: evidenzia il liquido cerebrospinale, le ernie discali, le compressioni midollari e le alterazioni del segnale dei dischi intervertebrali.
- STIR sagittale: sequenza con soppressione del grasso ad alta sensibilità per edema osseo, fratture occulte, metastasi e processi infiammatori attivi.
- T1 FS post-Gd: somministrata in casi selezionati per la caratterizzazione di lesioni tumorali, infezioni, aracnoiditi o recidive post-chirurgiche.
- FLEX: saturazione con tecnica Dixon basata sul chemical shift, da poco compatibile con ARDL(intelligenza artificiale)
⚙ Le sequenze effettivamente utilizzate vengono selezionate dal tecnico di radiologia in base al quesito clinico specifico e alle caratteristiche del paziente.


